Il Museo

Il Museo occupa attualmente tutte le sale del piano nobile di Casa del Console ed ospita una raccolta di opere d’arte contemporanea che, iniziata negli anni ottanta del secolo scorso, è andata arricchendosi nel tempo con l’intervento di numerose donazioni.

La collezione permanente del museo è fondamentale testimonianza di un singolare momento di crescita artistica e culturale del paese. L’acquisto nel 1964 della Casa di Calice da parte di Emilio Scanavino, uno dei grandi maestri dell’Informale italiano, sede del grande studio dove venivano prodotte le tele dipinte e sede di un laboratorio per la lavorazione della ceramica, segna in maniera definitiva la storia della vallata. La personalità intraprendente di Scanavino e la sua voglia di fare, sono infatti il motore e la spinta per la trasformazione del paese da villaggio contadino a vero e proprio centro culturale. Scanavino invita a raggiungerlo galleristi, amici, artisti italiani e stranieri con quel senso di aggregazione tipico delle comunità artistiche degli anni Sessanta che ha portato alla formazione di una vera e proprio colonia artistica di rilevanza internazionale, legata e contemporanea al celebre gruppo di Albisola.

Il Museo nasce negli anni ottanta con l’intenzione di documentare l’attività e conservare la memoria della colonia di Calice attraverso il materiale donato dagli artisti, e viene diretto al momento della sua istituzione da Théodore Koenig, fondatore della rivista Phantomas, che degli abitanti di Calice dice: “I Calicesi sono unti di tanta dolcezza di cieli, di sole e di monti. Unti di tanto verde”. Il patrimonio di Casa del Console raccoglie insieme alla collezione permanente, una serie di cento opere formato cartolina realizzate in occasione del concorso Un progetto per una cartolina, indetto dal Comune nel 1980, ed altre opere frutto di donazioni successive.

Il Museo Casa del Console, inoltre, ospita periodicamente mostre temporanee ed eventi culturali.

Vengono di seguito proposti alcuni manifesti, pubblicazioni e foto di esposizioni che hanno preceduto l’inizio dei restauri.